Una banana può pesare circa 125-200gr ed ha una composizione ripartita principalmente in 75% di acqua e in 15% di glucidi (che possono presentarsi sotto forma di amido se la banana non è completamente matura), con la rimanente parte costituita da vitamine, minerali, fibre, ed altro.
La banana è ricca di potassio (350mg per 100gr), di vitamina C, di vitamina A, ma anche di alcune dalle vitamine del complesso B e dalla vitamina PP (vitamina B3). |
Alcuni pensano che la banana sia un frutto ad alto indice glicemico altri che sia a basso indice glicemico. In realtà la qualità dei carboidrati presenti in una banana dipende essenzialmente dai suoi processi di maturazione, dal momento del raccolto e pertanto dalla sua provenienza.
La tavola internazionale degli indici glicemici e dei carichi glicemici del Sydney University’s Glycemic Index Research Service (la più completa ed attendibile fonte in merito) ci insegna molte cose curiose ed utili:
Banana italiana, testata su 8 soggetti affetti da diabete tipo 2, ha IG 58, test effettuato a 3h dall’assunzione di una porzione di 120gr contenente 23gr di carboidrati usando il pane bianco* come cibo di riferimento;
Banana canadese, testata su 6 soggetti affetti da diabete tipo 2, ha IG 58, test effettuato a 3h dall’assunzione di una porzione di 120gr contenente 25gr di carboidrati usando il pane bianco come cibo di riferimento;
Banana canadese, testata su 6 soggetti sani, ha IG 62, test effettuato a 2h dall’assunzione di una porzione di 120gr contenente 25gr di carboidrati usando il glucosio come cibo di riferimento;
Banana sudafricana, testata su 8 soggetti sani, ha IG 70, test effettuato a 2h dall’assunzione di una porzione di 120gr contenente 23gr di carboidrati usando il glucosio come cibo di riferimento;
Banana USA matura, testata su 7 soggetti affetti da diabete tipo 2, ha IG 51, test effettuato a 5h dall’assunzione di una porzione di 120gr contenente 25gr di carboidrati usando il glucosio come cibo di riferimento;
Banana danese acerba, testata su 10 soggetti con diabete tipo 2, ha IG 30, test effettuato a 4h dall’assunzione di una porzione di 120gr contenente 21gr di carboidrati usando il pane bianco come cibo di riferimento;
Banana USA leggermente acerba, testata su 7 soggetti con diabete tipo 2, ha IG 42, test effettuato a 5h dall’assunzione di una porzione di 120gr contenente 25gr di carboidrati usando il glucosio come cibo di riferimento;
Banana USA sovramaturata, testata su 7 soggetti con diebete tipo 2, ha IG 48, test effettuato a 5h dall’assunzione di una porzione di 120gr contenente 25gr di carboidrati usando il glucosio come cibo di riferimento;
Banana danese sovramaturata, testata su 10 soggetti con diabete tipo 2, ha IG 52, test effettuato a 4h dall’assunzione di una porzione di 120gr contenente 20gr di carboidrati usando il pane bianco come cibo di riferimento;
*Quando si parla di pane bianco, il valore dell’IG è comunque espresso basandosi sulla scala del glucosio, è stata fatta la conversione matematica, ma lo studio prevedeva il confronto con il pane bianco.
Il glucosio ha un IG = 100 e il pane bianco = 70, mentre se il pane bianco è riferito a un indice di 100, il glucosio ha 143 come indice (un po’ come dire gradi Celsius e Farenheit).
Dobbiamo ora chiederci:
Possiamo stabilire senza ombra di dubbio l’esatta provenienza della banana che andiamo a consumare? Possiamo stabilirne l’entità della maturazione? Quanti carboidrati effettivamente contiene? Pur conoscendo tutti i parametri esaminati, possiamo prevedere l’effetto che avrà sulla nostra glicemia?
La risposta è no. Come avrete capito, la banana è un frutto di difficile gestione all’interno di un piano alimentare, quindi mangiare a caso una banana prima o dopo l’allenamento, può fare tutto e nulla, ed è comunque una scelta tecnicamente mediocre poiché ci sono alternative migliori e più attendibili. Certo se avessi tutti i parametri sotto controllo, probabilmente in massa mangerei una banana danese acerba 90 minuti circa prima dell’allenamento e una banana sudafricana subito dopo; in definizione invece abbandonerei la banana sudafricana e consumerei solo quella danese acerba subito dopo l’allenamento… tutto questo naturalmente è soggetto anche a convinzioni personali, in quanto nel caso specifico della definizione io personalmente non assumerei carboidrati di alcun genere, ne prima ne dopo |
l’allenamento ma solo aminoacidi, che sono comunque insulinogeni già di loro.
L' indice glicemico di un alimento indica la velocità con la quale aumenta la glicemia (quantità di glucosio nel sangue) in seguito all'assunzione di una quantità di alimento contenente 50 grammi di carboidrati. L'indice glicemico di un alimento non fa riferimento alla quantità di carboidrati contenuti nell'alimento stesso, ma si basa esclusivamente sulla velocità con cui i carboidrati contenuti in quell'alimento possono essere digeriti. Ad esempio alimenti contenenti piccole quantità di carboidrati possono avere un indice glicemico molto elevato ma un effetto sulla glicemia minimo.
Un concetto rilevante lo assume il carico glicemico, cioè il prodotto tra l’indice glicemico di un alimento e la quantità di carboidrati ingeriti, diviso 100.
Mangiare 1 kg di fichi d’india (alimento a bassissimo IG) non è più dietetico del mangiare 100gr di gelato al cioccolato, poiché la glicemia è influenzata sia dal tipo di carboidrato che dalla sua quantità, oltre che da tutta una serie di altri fattori.
La stessa Università di Sydney nei riguardi dei valori d'indice glicemico sconsiglia di valutarli un modo assolutistico ma solo come orientamento, poiché ad esempio anche fattori come la frequenza di svuotamento gastrointestinale (influenzata a sua volta dal ph, dall’osmolarità e dalla fibra solubile), la conservazione e l'essiccazione o infine la durata e la temperatura di cottura possono alterare l’effetto di un determinato tipo di alimento.
Nei riguardi della banana c'è da aggiungere che è un frutto molto vulnerabile (si dice che sia addirittura in via di estinzione) e per arrivare nel vostro tavolo in tutto il suo splendore richiede intensivi trattamenti fitofarmacologici (compresi alcuni antivirali).
Anche questo aspetto non lo rende frutto ideale. |