La dieta “proteica” è frutto degli studi del Prof. George L. Blackburn dell’Università di Harvard, che nel 1973 determinò i bisogni dell’organismo in aminoacidi nel corso del digiuno e dimostrò come una privazione calorica, con un’assenza completa di idrati di carbonio (pane, pasta frutta) , potesse neutralizzare l’effetto anabolico dell’insulina sul metabolismo dei grassi. Blackburn provò che nel corso del “digiuno proteico” viene conservato l’equilibrio azotato ed è cancellata la fame grazie allo stato di chetosi che l’accompagna. Infatti nel digiuno proteico si ha la diminuzione del glucosio con conseguente attivazione del catabolismo dei trigliceridi adipocitari.
Lo stato di chetosi permette di ottenere:
- Il consumo dei grassi
- La preservazione della massa magra (muscolatura)
- Il mantenimento della tonicità del derma
- L’assenza di fame (centro ipotalamico della fame/ caduta dell’insulina)
- Utilizzo dei corpi chetonici per il fabbisogno di energia
Negli anni successivi sulla base di questi principi sono state elaborate diverse diete proteiche e tra le piu’ conosciute ricordiamo la dieta Atkins, la dieta Scarsdale e la dieta A Zona. Queste diete hanno in comune l’assunzione elettiva di proteine e la riduzione drastica nell’assunzione di idrati di carbonio. Per quanto riguarda i lipidi la dieta “a zona” ha una posizione del tutto originale perché utilizzano alcuni grassi alimentari per incrementare il metabolismo di altri grassi (introdurre grassi per “bruciare” i grassi ).
In definitiva queste diete alimentari ribaltano in vario modo la cosiddetta piramide alimentare invertendo i classici rapporti di carboidrati/grassi/proteine (55/30/15) tipiche delle diete mediterranee. La dieta isoproteica Very Low Calories Diet, VLDL, è una dieta basata su apporti proteici personalizzati in base all’altezza, peso e sesso che ha la caratteristica di mantenenere bassissimo l’apporto di calorie, ed è una delle diete che ha suscitato molto interessa e che sta avendo una grande diffusione ed è stata adottata da parte del ministero della salute finlandese quale terapia di prima intenzione nel programma di prevenzione dell’obesità associata a fattori di rischio. Un importante contributo scientifico allo sviluppo ed al perfezionamento delle diete VLCD in Italia è stato dato dal Dott. Gilles Terracol ed il Dott. Roberto Maugeri (Staff scientifico della Società SDM). Attualmente l’evoluzione della dieta “Blackburn” rappresenta uno strumento moderno che consente al medico di affrontare e risolvere brillantemente il problema dell’obesità e del sovrappeso contribuendo al miglioramento delle patologie correlate ed evitando la maggior parte dei sacrifici richiesti normalmente ai pazienti. |
Il grande vantaggio della dieta isoproteica a basso contenuto calorico è che la perdita di peso si verifica a carico del grasso di deposito (quello che interessa nella donna i fianchi e la parte supero-interna e supero-esterna della coscia, e nell’uomo l’addome). Il risultato ottenuto è un aspetto armonioso molto differente dal non gradito l’aspetto “a pera” ottenuto delle diete che non agiscono sui grassi di deposito.
L’apporto da 1,0 a 1,4 g. (per kg. di peso ideale corporeo) di proteine assimilabili ad alto indice proteico, permette una protezione ottimale della massa muscolare del paziente. Il collagene, che costituisce il 70% del peso secco del derma e che è prodotto dai fibroblasti, in condizioni fisiologiche, è costantemente rinnovato. In corso di dieta proteica, l’apporto costante di amminoacidi permette il ricambio continuo (turnover) del collagene e ciò garantisce il mantenimento del tono della pelle. |