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Fate sport? Siete in... GAMBA
SPORT SALUTARI E DANNOSI PER LE VENE
a cura del Dott. Carlo Bisacci (Centro Interuniversitario di Ricerca e Formazione in Flebologia)
www.societaitalianaflebologia.it

Una sana ed equilibrata pratica sportiva è fondamentale nella prevenzione delle patologie venose degli arti inferiori. La scelta dello sport “giusto” per un individuo flebopatico o per un individuo predisposto a malattie delle vene è di massima importanza.  Con una scelta sbagliata della disciplina sportiva e dell’intensità dell’attività stessa, possiamo assistere ad un drastico peggioramento del quadro clinico. Affrontiamo con questo articolo un breve viaggio tra le varie attività sportive alla ricerca  di quella più benefica.

SPORT SALUTARI

Gli sport considerati salutari per il sistema venoso sono quelli in cui lo sforzo è dinamico e ritmico, con contrazioni muscolari isotoniche, che determinano un flusso di ritorno del sangue costante. La GINNASTICA A CORPO LIBERO , il GOLF, la CORSA, la MARCIA, il JOGGING, praticati però su terreni soffici o con calzature che attutiscano i contraccolpi, lo SCI DI FONDO ed il PATTINAGGIO sono sport nei quali i movimenti si avvicinano ai meccanismi della deambulazione quotidiana e che potremmo chiamare sport di deambulazione. L’uso in palestra o a domicilio del TAPIS-ROULANT è pertanto un’ottima scelta alternativa.
Il NUOTO lo si ritiene uno sport di elezione perché l’immergersi nell’acqua esercita sul sistema venoso una pressione simile all’effetto decongestionante di una fasciatura compressiva , perché l’azione massaggiante dell’acqua tonifica e favorisce lo svuotamento delle vene del sistema superficiale , perché la posizione orizzontale ed i movimenti ritmici ed alternati del nuoto promuovono una dolce attivazione delle pompe venose muscolari e perché la temperatura dell’acqua di mare o di piscina , favorisce la vasocostrizione e quindi il ritorno venoso. Per evitare un raffreddamento del corpo l’acqua dovrebbe avere una temperatura ideale di 30° per il nuoto.
Fare ginnastica o soltanto camminare nell’acqua sono attività motorie sempre più praticate specie per le persone anziane perché permettono un miglioramento dei disturbi senza stress. La temperatura ideale dovrebbe essere di 32°, cioè 2 gradi in più del nuoto perché comporta minore sforzo fisico e l’altezza dell’acqua fino al torace.
Il CICLISMO è considerato sport elettivo perché con movimenti armonici, liberando le gambe e le articolazioni dal peso corporeo, rinvigorisce la muscolatura degli arti inferiori ed attiva con ogni pedalata la pompa muscolare. Le biciclette da turismo con il manubrio abbastanza alto, che permette di tenere una posizione più eretta, vanno preferite alle biciclette da corsa perché queste ultime, con il manubrio più basso, che provoca un flessione più accentuata del busto, costringono ad una posizione del corpo che ha effetti negativi sul deflusso venoso.
La CYCLETTE è uno strumento raccomandabile. E’ utile per gli anziani, in particolar modo nei periodi invernali quando l’uscir di casa li mette a rischio  di patologie da raffreddamento e di cadute. Il ciclismo tuttavia, è uno sport elettivo per la salute delle vene se praticato a livello amatoriale senza sport estremi in quanto in regime di competizione (80-120 pedalate al minuto con frequenze cardiache sovramassimali) all’estremo sovraccarico venoso si associano contraccolpi  per ipertensione toracica ed addominale con inevitabili danni al sistema valvolare venosi ( colpi d’ariete).

SPORT DA PRATICARE CON PRUDENZA

Sono tutti gli sport in cui si hanno degli arresti bruschi dei movimenti che quindi determinano dei contraccolpi sulla colonna venosa con danno valvolare. Sono il TENNIS (soprattutto se praticato su terreno duro), il TENNIS DA TAVOLO, lo SQUASH e la PELOTA. Anche l’EQUITAZIONE deve essere praticata con prudenza per la posizione obbligata che riduce lo scarico venoso e la compressione dei tronchi safenici contro il fianco del cavallo. Lo SCI ALPINO è pure da considerare in questa categoria sia perché mette in moto contrazioni muscolari statiche degli arti, sia per le conseguenze che possono essere determinate dall’uso dei moderni scarponi e sia dalla possibile eventualità di traumi degli arti inferiori.

SPORT DA EVITARE

Sono sports considerati inappropriati per il sistema venoso e quindi sconsigliati. Per i soggetti a rischio le specialità in cui la gestualità è costituita da salti e balzi improvvisi con ripercussioni sugli apparati valvolari come l’ATLETICA (il SALTO IN ALTO, il SALTO IN LUNGO, la CORSA AD OSTACOLI, etc.), la SCHERMA, la PALLAVOLO, il BASKET. Altre specialità come il LANCIO DEL PESO, del DISCO e del GIAVELLOTTO sono caratterizzati da sforzi intensi, brevi e statici con ripercussioni sulla colonna venosa. Stesso meccanismo, ancor più accentuato, caratterizza il SOLLEVAMENTO PESI, dove l’atleta in posizione obbligata con contrazione isometrica della muscolatura degli arti carica il peso sulla colonna con aumento a valori massimali ( fino a 300 mmHg ) della pressione intra-toracica ed intra-addominale con ostacolo al ritorno venoso che può provocare rottura delle valvole venose. Anche nella LOTTA LIBERA e GRECO-ROMANA come nel RUGBY si hanno contrazioni repentine e massimali, similari. Questi sport ed altri come il KARATÈ, lo JUDO ed il CALCIO sono ad alto rischio di traumi diretti degli arti con possibilità di flebo-trombosi. I pazienti flebopatici dovrebbero astenersi dagli sport nei quali si producono movimenti estremi quali appunto il CALCIO. Nel momento in cui con forza si calcia il pallone, per l’improvviso aumento di pressione venosa nelle vene del poplpaccio fino a 200 mmHg e per il concomitante impedimento del flusso venoso profondo dall’articolazione del ginocchio che è piegata, si possono provocare delle lesioni valvolari ( blow-out-effect ). Nella CANOA e nel CANOTTAGGIO la posizione è caratterizzata dalla flessione delle anche e delle ginocchia con i muscoli degli arti inferiori che esercitano vigorose contrazioni isometriche, mentre un notevole sforzo dinamico viene sviluppato dagli arti superiori, ma con lunghi periodi di blocco inspiratorio. Il tutto rallenta lo scarico venoso. Tale effetto è più accentuato nella CANOA CANADESE per la posizione bloccata delle gambe costantemente flesse ed il corpo bloccato sui talloni.

CONTROLLATE BENE I VOSTRI PIEDI

Correggere ogni tipo di deformazione della pianta del piede e del piede in toto rimane comunque una conditio sine qua non, perché un corretto appoggio è fondamentale per il buon funzionamento della pompa venosa. Ad esempio in caso di piede piatto ottimizzare l’appoggio con un plantare adeguato.
L’IDROGINNASTICA VASCOLARE DINAMICA

Oggi diffusa presso molte Spa, molte strutture termali  e molte palestre, l’idroginnastica vascolare dinamica si basa su due percorsi distinti d’acqua termale a diversa temperatura ( 19-20° e 35-36°). Si tratta di veri e propri corridoi in cui l’acqua è alta 90 cm, nei quali il paziente cammina su un percorso “naturale” che riproduce il fondo del mare o del fiume ( con sabbia o con ciottoli). L’immersione nell’acqua riduce la pressione idrostatica che le pompe venose devono vincere per portare il sangue al cuore in posizione eretta. Il camminare nell’acqua potenzia la muscolatura degli arti ( i motori delle pompe). Camminare sulla sabbia potenzia la pompa plantare: il pavimento sabbioso si adatta alla volta plantare distendendo e massaggiando la fascia plantare ed i muscoli plantari. Questa azione oltre a potenziare la pompa è un ottimo momento fisioterapico per patologie del piede ( piede cavo, piede piatto, patologie dell’avampiede) molto spesso associate e concausa dell’insufficienza venosa cronica. Il moto ondoso del mare e la corrente del fiume (riprodotta artificialmente) esercitano un’azione di massaggio sui tessuti superficiali.

L’alternare il percorso in acqua fredda ed in acqua calda esercita una sorta di massaggio vascolare. Si determina un potenziamento del tono vasale, ridotto dall’insufficienza venosa, sia a livello macrocircolatorio che microcircolatorio e la riattivazione del riflesso veno-arteriolare.

Approfondimento: bisacci@hotmail.com ; www.societaitalianaflebologia.it



29.12.08