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QUATTRO anni fa, dopo che ci eravamo persi di vista per molto tempo, ho incontrato Roberto B., un amico d’infanzia, all’epoca quarantacinquenne. Dato che un nostro comune conoscente gli aveva parlato di me e dei miei ultimi studi, Roberto mi chiese in quell’occasione di spiegargli in cosa consistesse il mio metodo, e di conseguenza anche il circolo virtuoso del benessere.
Prima però che potessi rispondere, iniziò a farmi un breve resoconto della sua vita, adottando un tono fra il lamentoso e l’autoironico. Mi parlò di sé, della moglie Carla e, soprattutto, della sua attività di libero professionista, molto stressante, che lo aveva indotto a perdere di vista le sane abitudini al punto da spingerlo ormai a lavorare più di dieci ore al giorno. Si sentiva oppresso dalle responsabilità, aveva iniziato a fumare per tenere a bada l’ansia e lo stress, non faceva attività fisica e mangiava in modo così disordinato da essere ingrassato più di quindici chili.
Compresi così per quale motivo era interessato alla mia attività professionale e, dopo averlo lasciato parlare, esclamai: «Bene! Anzi… male!!! Caro Roberto, devi sapere che il mio lavoro ha fra i suoi principali obiettivi quello di togliere una persona dal circolo vizioso del malessere per portarla nel circolo virtuoso del benessere. Tu sei l’esempio vivente di come ci si possa ritrovare in una situazione negativa per l’organismo. Infatti hai iniziato a stressarti, a intaccare l’equilibrio del tuo sistema nervoso autonomo, a intossicarti con fumo e cibo poco sano, a perdere micronutrienti perché in ciò che mangi
questi preziosi princìpi scarseggiano, e infine a condurre una vita sedentaria che ti ha portato al sovrappeso. Ecco come si configura il circolo vizioso: il peso che hai raggiunto ti impedisce di fare attività fisica, e senza sport non riesci a scaricare lo stress, quindi ricorri al fumo di sigaretta. In questo stato, gli ormoni che stimolano la fame, come per esempio l’insulina, aumentano considerevolmente, provocandoti attacchi compulsavi che ti inducono a mangiare senza criterio cibi poveri di
micronutrienti e ricchi di grassi e zuccheri. Risultato: ingrassi!
Il sovrappeso aumenta, non riesci a fare attività fisica e… così via, sempre girando in tondo dentro il circolo vizioso. Se non arresti questa spirale negativa diventerai obeso e, molto probabilmente,
diabetico. E sai cosa succede ai diabetici?»
«Basta!» mi interruppe Roberto, «non lo voglio sapere. Se avessi pensato che intendevi farmi la predica, non ti avrei nemmeno cercato!»
Se ne andò, senza lasciarmi il tempo di spiegargli il mio metodo. Forse avevo esagerato, pensai. Invece, dopo un paio di giorni, Roberto mi telefonò. Aveva ripensato alle mie parole, mi disse, si scusava per la sua reazione e mi chiedeva un incontro per approfondire il discorso. Soddisfatto, mi ripromisi
comunque di essere più delicato. Ci incontrammo il giorno successivo, e questa volta cominciai così: «Del diabete parleremo un’altra volta, oggi pensiamo alle cose positive! Devi sapere che dopo quindici anni in cui mi sono occupato soprattutto di metabolismo, sono arrivato a una conclusione: non esiste
una panacea, ma solo l’azione sinergica di più strategie terapeutiche. Mi spiego meglio: conosco persone che fanno molta attenzione a quello che mangiano perché sono convinte che, attraverso una corretta alimentazione, si possano risolvere tutti i problemi di salute. Si sbagliano: anche se si mangia nel modo più appropriato, ma non si pratica attività fisica, si vive in maniera sedentaria, si fumano venti sigarette al giorno intossicando l’organismo, si è carenti in micronutrienti e si hanno ritmi troppo stressanti, è impossibile pensare di stare bene! È esattamente la stessa cosa che accade agli atleti: chi
pratica moltissima attività fisica, anche a livello professionale, è portato a pensare di essere automaticamente in buona salute. E invece non è così! Se un atleta in piena attività non si libera
dell’esubero di radicali liberi dovuto allo stress fisico, non integra correttamente i micronutrienti, non si alimenta in maniera adeguata e non utilizza tecniche di rilassamento, accumulando in questo modo stress da prestazione, non potrà pensare di stare bene solo perché fa molto sport. Infatti, potrebbe ammalarsi come sono ‘malati’ molti degli atleti che si presentano nel mio studio e che sono spesso stanchi, ansiosi, talvolta depressi, affetti da tendiniti e frequentemente da influenze e raffreddori dovuti a un indebolimento del sistema immunitario». |
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«Questo l’avevo già capito», mi rispose sorridendo, «ho un amico che non fa che correre tutti i giorni… e sta sempre male: una volta si prende un raffreddore, un’altra ha mal di gola e un’altra ancora è a letto con l’influenza. Per non parlare di acciacchi vari: tendiniti, pubalgie, strappi… E tutto questo
mi faceva pensare che se lo sport deve produrre risultati simili, allora è meglio la vita sedentaria!»
«Esatto!» continuai io, «o, meglio ancora, una vita da sportivo che contempli la giusta manutenzione dell’organismo. Quello che ho appena detto riguardo a chi si preoccupa solo di mangiare in modo corretto o fare molto sport, vale, per esempio, anche per tutti coloro che considerano la disintossicazione una panacea: ho conosciuto persone molto attente a questo aspetto, che volevano disintossicarsi attraverso varie tecniche (digiunando, pulendo l’intestino, consumando molta frutta,
bevendo tisane particolari…); ecco, questi avranno certamente un organismo ben disintossicato, ma se al contempo non penseranno anche a fare movimento, a mangiare in modo corretto e a equilibrare il sistema nervoso autonomo, non potranno mai raggiungere il vero benessere! E lo stesso vale anche per i fanatici degli integratori, cioè tutti coloro che sono convinti che l’unica cosa utile all’organismo sia riempirsi di supplementi vari, come vitamine, minerali, antiossidanti e simili. Sicuramente
l’organismo percepirà benefici da questi micronutrienti, purché siano correttamente assunti, come percepisce benefici quando si mangia in modo adeguato, si fa un’appropriata attività fisica, ci si disintossica. Ma altrettanto sicuramente non si può pensare di risolvere tutti i problemi e avere un organismo in salute semplicemente prendendo micronutrienti. Concludo il concetto facendoti l’esempio di coloro che si occupano di meditazione, training autogeno o autoipnosi: tutte tecniche
che portano a un equilibrio del sistema nervoso autonomo. Molti sono convinti di sentirsi in salute e di essere in ottima forma nel momento in cui eseguono queste metodiche. Ed è proprio questo un altro errore: pensare che solo perché si pratica la meditazione o si è raggiunto un equilibrio del sistema
nervoso neurovegetativo si possa perseguire una salute psicofisica. Anche in questo caso, se una persona pratica la meditazione ma è in sovrappeso, non fa attività fisica, beve svariati caffè, fuma molte sigarette e non pensa alla componente micronutrizionale, non potrà di sicuro stare bene. Forse percepirà
un certo stato di benessere nel momento in cui sta meditando, ma appena smette e riprende contatto con il proprio corpo scoprirà che non è assolutamente un corpo in salute! Il circolo virtuoso si articola in cinque punti: alimentazione, attività fisica, disintossicazione, micronutrizione ed equilibrio del sistema
nervoso autonomo. E vanno perseguiti tutti e cinque.»
«Da quanto mi hai appena detto, ho compreso che, se voglio stare bene, non posso occuparmi di un solo aspetto, ma devo procedere in modo progressivo o, meglio ancora, simultaneamente con tutte le cinque strategie terapeutiche che tu proponi, giusto?»
«Giustissimo. Anche perché chi si affida a una sola metodica è costretto a ipertrofizzarla, a sfruttarla al massimo, e se non riesce a raggiungere i risultati voluti, si sente perso.
Pensa, per esempio, a una persona che ricorre all’alimentazione come unico strumento di benessere: si troverà automaticamente chiusa in una gabbia dove anche il più piccolo sgarro alimentare sarà proibito!
Il mio metodo è completamente diverso. Quando mi accorgo che ho trascurato un po’ l’alimentazione, posso forzare sullo sport. Quando esagero con lo sport posso aumentare leggermente
l’integrazione… e così via. Ed è proprio quello che vorrei fare anche con te.»
«Bene, sono pronto!» esclamò, e aveva il tono deciso di chi è in procinto di affrontare un’impresa. «Almeno a parole mi hai convinto! Penso che ora passare dalla teoria alla pratica non sarà facile ma ritengo che la prima cosa che farò è coinvolgere mia moglie Carla. Anche perché è lei che cucina! Il programma mi alletta anche se l’idea di fare una dieta meno rigida compensata con l’effettuazione di una maggiore attività fisica – che per me, devo essere sincero, è ancora tabù – un po’ mi spaventa!»
«Benissimo», risposi, «nonostante i tuoi tabù, mi sembra che hai perfettamente compreso lo spirito giusto per predisporsi a salire sulla ‘giostra del benessere’, come scherzosamente la chiama un mio paziente entusiasta del metodo. Io, per comodità, ti propongo di entrare nel circolo virtuoso dall’alimentazione. Mangiare in modo corretto, per una persona come te, equivale a perdere peso in poco tempo. E vedrai che, non appena ti sentirai più leggero, deciderai probabilmente di fare sport
con qualche tuo amico che vuole ancora coinvolgerti, facendoti superare il tuo blocco nei confronti del movimento.»
«Mah», rispose ancora un po’ perplesso, «forse hai ragione. Mio cognato, per esempio, mi chiede spesso di fare una passeggiata o addirittura una corsetta insieme, ma mi vedi? Non sai come sono messo. Dopo cinquecento metri ho già l’affanno. Certo che mentre ti dico queste cose, mi faccio un po’ pena!»
«Ed è giusto che sia così. Hai appena quarantacinque anni! Non puoi avere l’affanno dopo mezzo chilometro. Ma le cose cambieranno! Se ci impegniamo bene, insieme, sono certo che tuo cognato di qui a sei mesi farà fatica a starti dietro! Vedrai! Una volta raggiunta una buona condizione fisica che ti permetterà di muoverti senza grandi problemi, potresti anche decidere di assumere quei micronutrienti di cui per troppo tempo hai privato il tuo organismo. E infine, ciliegina sulla torta e musica per le mie orecchie, potremmo cominciare a pensare anche agli ultimi due aspetti del circolo virtuoso: tecniche di
disintossicazione dell’organismo e metodi di rilassamento per equilibrare il sistema nervoso autonomo. Sentirai così il tuo organismo reagire nel modo corretto e ringraziarti per esserti finalmente preso cura di lui!» Il suo sguardo era, se non scettico, quantomeno perplesso.
«Certo, tutto questo potrà anche sembrarti una favola, ma devi sapere che moltissimi miei pazienti ci sono riusciti, e allora perché non dovresti farcela anche tu? E comunque avrai pur sempre imparato a mangiare meglio, avrai iniziato a fare più movimento, a consumare più frutta, avrai assunto micronutrienti e imparato a respirare meglio. Tutti aspetti più che positivi, mi sembra. Ti chiedo solo di seguire le mie indicazioni per un mese, poi deciderai tu.»
«Va bene, partiamo!» mi rispose. «Vedremo cosa succederà strada facendo».
Da quel giorno Roberto e sua moglie Carla sono entrati nel circolo virtuoso del benessere.
Uno dei miei principali obiettivi è quello di riuscire a portare dentro il circolo virtuoso una persona che sta invece girando nella spirale negativa del circolo vizioso del malessere. Se con questo capitolo riuscirò a convincere anche un solo lettore a farlo, sarà valsa la pena di scriverlo!
Voglio inoltre rivelarvi un aspetto davvero interessante. All’inizio, molti trovano faticoso cominciare a percorrere il circolo virtuoso. Ricordo i commenti di alcuni miei pazienti quando avevano completato le prime due settimane di attività fisica: «Sono tutto un dolore!», «Ma chi me l’ha fatto fare!»,
«Questa mezz’ora è un calvario!» e così via. E sapete quali sono i commenti delle stesse persone due mesi dopo?: «Se nella località dove devo andare in vacanza non posso fare la mia attività fisica, non ci vado!», «Se non faccio attività fisica per due giorni, non mi sento bene» e ancora: «Non so come
facevo prima a condurre quella vita sedentaria!» Commenti simili potrebbero adattarsi anche all’alimentazione e a tutto il resto. Sembrerebbe quindi che cambiare le proprie cattive abitudini
possa all’inizio procurare ansia e fatica, ma dopo poco tempo, superate le primissime difficoltà, è come se il nostro organismo si accorgesse di quanto sia bello stare bene, procurandoci così una sorta di dipendenza psicofisica dal benessere, e sicuramente è questa la meno grave fra le tante dipendenze
che conosco.
Per concludere, voglio ribadire il concetto che non è assolutamente necessario entrare nel circolo virtuoso iniziando sempre dall’alimentazione, ognuno può scegliere la stazione dalla quale partire. Si può cominciare, per esempio, dall’attività fisica, e quindi un atleta inizierà anche a nutrirsi, micronutrirsi, respirare e disintossicarsi in modo corretto. Si può salire sul treno del benessere dalla stazione delle tecniche di rilassamento e meditazione o da quella della disintossicazione;
purché, una volta saliti, si tocchino poi tutte le stazioni, secondo un percorso spiraliforme che ci conduce sempre a ripercorrere le stesse tappe, reinterpretando il metodo alla luce di quelli che sono stati i risultati ottenuti nel giro precedente.
Chiudo il capitolo sottolineando nuovamente come solo la sinergia dei cinque punti sia effettivamente efficace, mentre ogni punto preso singolarmente rappresenti un momento necessario ma non sufficiente per raggiungere uno stato di vera salute. E a chi intende salire sul nostro treno, insieme a Carla e Roberto, auguro buon viaggio! |
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Estratto dal libro “Il circolo virtuoso del benessere” di Fabrizio Duranti edito da Sperling & Kupfer.
In questo libro l'autore espone il suo programma che si fonda su un approccio integrato e graduale, finalizzato a ottimizzare il metabolismo. Articolato in cinque punti, lo schema del "circolo virtuoso" tocca cinque "stazioni": alimentazione, attività fisica, distintossicazione, integrazione, equilibrio. Il metodo insegnerà a controllare l'insulina e mangiare in funzione dei ritmi biologici; a muoversi e allenarsi correttamente, sia con le modalità occidentali sia con quelle orientali o zen; ad applicare le tecniche di disintossicazione senza trascurare prebiotici e probiotici; a conoscere i micronutrienti, le loro proprietà e le loro grandi potenzialità salutari; a regolare il sistema nervoso con le pratiche di rilassamento.
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12.01.09 |
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