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Dindo Capello, un pilota sempre vincente


Dindo Capello nel Box Audi ad Imola 2009

Rinaldo Capello, da tutti conosciuto come Dindo, ha l’automobilismo nel cuore e la vittoria nel sangue. Vanta nel suo palmares  tre vittorie alla 24 ore di Le Mans ( nel 2003 su Bentley Speed 8, nel 2004 su Audi R8 Sport e nel 2008 su Audi R10), quattro vittorie alla 12 Ore di Sebring ( 2001, 2002, 2006  e 2009) e la vittoria del Campionato Piloti dell’American Le Mans Series  nel 2006 e nel 2007 (su Audi R10); senza dimenticare la vittoria del Campionato Italiano Superturismo nel 1990 (su Volkswagen Golf)  e nel 1996  (su Audi A4).


Dindo Capello effettua la preparazione atletica anche tra le vigne della sua amata terra piemontese

I successi sono frutto di un talento innato e di una preparazione meticolosa. Roberto Manzoni, Membro della Federazione Italiana Sport Invernali, conosciuto per aver preparato campioni del calibro di Deborah Compagnoni e Giorgio Rocca,  dal 2003 segue fattivamente con ottimi risultati la preparazione atletica di Dindo Capello. Per sostenere gare di durata, estremamente debilitanti dal punto di vista fisico, occorre effettuare una preparazione minuziosa paragonabile a quella di un decatleta. Il percorso di allenamento prevede una attività aerobico-muscolare che si suddivide in tre tipologie di corsa e pedalata, lunga (a bassa frequenza cardiaca), media-veloce ( 45 minuti ad alta frequenza), scatti e ripetute ( 3 veloci con 4 recuperi). Per quello che concerne l’attività in palestra è previsto  un circuito aerobico da sei stazioni di esercizi (gambe, braccia e addominali) ripetuti 6/7 volte (30 secondi ad esercizio con un recupero minimo tra i vari esercizi) . Altro momento importante sono gli esercizi di coordinazioni effettuati con pedana instabile.


L’Audi R15 TDI V10 a Sebring nel 2009

Nelle gare di durata, come la 24 Ore di Le Mans o la 12 Ore di Sebring, i piloti si avvicendano e durante la pausa di gara risulta necessario effettuare fisioterapia e stretching oltre ad una adeguata alimentazione. Sempre nelle gare di durata, il passaggio dal giorno alla notte è sicuramente una fase estremamente delicata.  Dindo Capello ci fa presente che la difficoltà  maggiore si ha quando si termina la propria fase di gara con la luce del giorno e dopo la pausa si rientra per il turno successivo in piena fase notturna, situazione momentanea  in cui la vista del pilota ha difficoltà ad adattarsi al nuovo scenario. Altro problema da superare  è dato dall’adattamento ai fusi orari, ricordando che il campionato American Le Mans Series  consta di ben 10 gare in una stagione, che richiedono continui spostamenti tra i due continenti.


L’Audi R15 TDI V10 a Le Mans nel 2009

Un aneddoto andato a buon fine riguarda la gara del Nürburgring nel 2000 dove ottenne con l’Audi R8 la Pole Position. Partito davanti, trovando difficoltà a causa delle gomme fredde perde prima due posizioni, quindi recupera la testa della gara superando J.J.Lehto. Arrivato alla scican, nel tentativo di frenare avverte la tremenda sensazione di non trovare il pedale, finendo dritto e tagliando la curva. Un momento difficile durato pochissimi istanti ma  ne conserva  ancora ad oggi ha un vivo ricordo. Il sangue freddo e l’esperienza del campione gli permettono nell’immediato di capire l’accaduto. Il poggiatesta staccatosi, si  era infilato sotto la pedaliera impedendo la frenata. Con un movimento secco ha liberato il pedale riprendendo la gara.


L’Audi R8 LMS ad Imola nel 2009

La vittoria più entusiasmante  è stata quella nel 2007 nel circuito di Laguna Seca, il suo preferito, dove con il compagno scozzese Allan McNish su Audi R10, ha vinto una gara tiratissima fino all’ultimo giro. Solo 0.410″ lo scarto nei confronti dei  secondi classificati, Romain Dumas e Timo Bernhard su  Porsche RS Spider.


I due team 2003 della Bentley Speed 8, composti rispettivamente da Tom Kristensen, Dindo Capello e Guy Smith e da David Brabham, Johnny Herbert e Mark Blundell assieme a Derek Bell,
cinque volte vincitore della 24 ore di Le Mans.

Un'altro aneddoto riguarda la stagione 2003 in cui gareggiava con la Bentley Speed 8. Nella prima gara, nella concitazione del cambio del pilota, si è trovato a salire per l’abitudine dalla parte destra dell’auto, non ricordando  la guida a sinistra del bolide inglese


Dindo Capello con il figlio Giacomo
Pilota ufficiale Audi dal 1994, ha con la casa automobilistica un rapporto professionale colmo di successi e di reciproca stima, e rimarrà legato al prestigioso marchio tedesco anche al termine della carriera di pilota come Ambasciatore nel Mondo .

16.09.09