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Il Parkour lo possiamo definire l’arte dello spostamento, ovvero il superare le barriere naturali o artificiali che si trovano lungo la strada (muri, scalinate, gradoni, pareti, pendii, precipizi), affidandosi a doti atletiche ed ad una indispensabile dose di creatività.
Spostarsi nello spazio e nel tempo utilizzando gli elementi dell'habitat urbano, a mani nude, senza nessun aiuto se non quello dell'agilità e del coraggio (spirito antitecnologico). Richiede autocontrollo, coscienza delle proprie paure, riflessi e sangue freddo ma anche tanta tecnica, fluidità e armonia dei gesti. |
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| SVILUPPO NEL MONDO |
Il Parkour nasce a Lisse, un sobborgo di Parigi, circa 15 anni fà grazie a due ragazzi chiamati David Belle e Sebastien Foucan. In Francia l’esperienza tracciata dai due pionieri ha dato vita a numerose crew di praticanti, intenti a perseguire gli ideali di libertà, fluidità e precisione per oltrepassare ogni barriera.L’esperienza francese è arricchita dall’interesse cinematografico testimoniato dal film di Luc Besson intitolato “Yamakasi”, prima pellicola interamente dedicata al parkour. In Inghilterra il Parkour viene chiamato Free Running, ovvero corsa libera. Gli Urban Free Flow, i crew di riferimento nel panorama anglosassone, hanno sviluppato il portale internet più navigato dai praticanti di tutto il mondo. Negli USA è stato realizzato un canale satellitare, JAM.TV, interamente dedicato a questa disciplina. In Spagna e in Portogallo prevalgono l’esperienza degli Umparkour e dei Parkourpt. La Russia rappresenta il Paese europeo con più traceur. Il Parkour si è sviluppato in maniera reticolare in ogni
parte del Mondo, meritano di essere menzionati i gruppi Finlandesi, Rumeni, Tedeschi e Polacchi. In Italiala creazione del portale www.parkour.it nell’Ottobre 2004 ha permesso ai ragazzi della PK COLOSSEUM di entrano in contatto con le altre crew sparse in tutto il paese, e soprattutto Bolzano, Prato, Cremona e Ferrara e Roma creando una vera e propria comunità italiana di praticanti. E’ nata una rappresentativa nazionale chiamata TRICK’N GROUP formata da 8 traceur scelti tra i più bravi di Italia i quali si riuniscono più volte l’anno sia per eventi organizzati sia per semplici sedute di allenamento congiunte al fine di diffondere il più possibile il messaggio e la pratica del parkour. Diverse crew italiane hanno deciso di creare
un’associazione sportiva e culturale che racchiuda tutte le singole esperienze locali per farne
un punto di riferimento di livello nazionale: “ASSOCIAZIONE ITALIANA PARKOUR.IT”, nata a Roma il 05/04/2005. Il presidente è STEFANO PULCINI, il vicepresidente è LUCA DELLA GROTTA, ed il segretario GIORGIO ROSSI BOTTICELLI. |
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GLOSSARIO DEL PARKOUR |
Il parkour utilizza forme linguistiche derivanti dalla contaminazione anglo – francese.
CREW: dall’inglese “ciurma”, con questo termine si indica “un gruppo di praticanti”.
PARKOUR: dal francese “parcours” ovvero “percorso”. L’esigenza di metropolizzare il termine ha visto l’inserimento della kappa al posto della lettera c.
TRACEUR: dal francese vuol dire letteralmente “colui che traccia un percorso”.
TRICK: è il termine inglese per definire una “mossa”, una “tecnica”.
ROLLING: è il movimento che il traceur utilizza per attutire nell’atterraggio il peso del
corpo dopo aver effettuato un salto da una notevole altezza. Il termine deriva
dall’inglese ed indica la “capriola” che il praticante effettua per concludere un trick.
VAULT: deriva dall’inglese ed indica un “volteggio”; il più comune è il salto di una
barriera. Il volteggio può avvenire sia lateralmente che all’indietro e in questo caso
prenderà il nome di REVERSE VAULT. |
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LE TECNICHE DEL PARKOUR |
Il concetto di ritorno allo spirito animale condiziona l’intera disciplina del parkour. Le stesse tecniche prendono molto spesso nome da movenze di animali che incarnino i valori della fluidità, dell’armonia e della precisione.
MONKEY VAULT. E’ uno dei movimenti base da padroneggiare prima di
proseguire nella pratica. Come per ogni altro movimento, l'esercizio è fondamentale. E’utilizzato per superare facilmente ostacoli a breve distanza.
In prossimità di una ringhiera, dopo aver poggiato le mani alla sbarra ed aver iniziato
la spinta in alto, le ginocchia passano tra le braccia del traceur e la ringhiera, simulando il salto di una scimmia.
KING KONG VAULT Il salto King Kong è utilizzato per superare ostacoli alti fino al petto. E’ solitamente accompagnato da una caduta finale. E’ utilizzato per superare ostacoli quando l’intento è coprire una lunga distanza. Si corre verso il muro e si piantano i piedi prima di saltare. A differenza del salto della scimmia, importante per il salto King Kong è di saltare un po' prima di raggiungere
l'ostacolo. Questo significa doversi allungare nel movimento. Una volta iniziato il salto, il posizionamento delle mani diventa l'elemento più importante. Le mani devono essere poste in maniera salda e stabile sul muro.
WALL RUN. Letteralmente corsa sul muro. Il traceur corre con andatura rilassata,
raggiunto il muro il movimento si fa più esplosivo. Il piede sinistro viene posizionato sul muro all'altezza della coscia. Il piede, spinge verso il basso sul muro (con un
angolo di circa 45 gradi) e il peso del corpo và verso l'alto e in avanti, per evitare di
allontanarsi dalla parete. Da qui si percorrono più passi possibili in orizzontale o verticale per poi prepararsi all’atterraggio con un rolling.
CAT BALANCE. E’ l’equilibrio del gatto. Questo è un tipo di movimento molto preciso che richiede totale concentrazione. Quando viene eseguito correttamente si raggiunge un buon livello di controllo. Ed è anche bello a vedersi. Si effettua su superficie molto strette come ringhiere o muretti e simula il passo di un gatto che si muove con passo sinuoso e felpato.
PRECISION JUMP. E’ un salto di precisione come tra due balaustre. Richiede un grande controllo perché la zona di atterraggio è molto ristretta. Ma la pratica di questo esercizio regala una grande soddisfazione, specialmente se dopo averlo eseguito si riesce a tenere ancora un perfetta stabilità . Mentre cerca l'equilibrio su una sbarra, il traceur individua il punto di atterraggio sulla sbarra di fronte a lui. Si inclina in avanti e piega leggermente le ginocchia prima della spinta quel tanto che basta per coprire la distanza. All'avvicinarsi dell'obiettivo, le sue gambe si portano in avanti per prepararsi all'atterraggio e le sue braccia iniziano ascendere davanti a lui per fare da contrappeso. Un esercizio pulito si esegue atterrando con la parte anteriore del piede.
TIC TAC. Un movimento molto versatile. Nella sua forma base può essere utilizzato per disfarsi di un ostacolo con un passo sul muro. Ma con un po' di ingegno e di applicazione si possono eseguire fino a 5 passi sul muro, si può salire sempre più in alto o semplicemente si può collegare il movimento con altri per creare combinazioni complesse. Il traceur si avvicina al muro con un leggero angolo di taglio. In entrata al movimento la sua corsa è rilassata ma, una volta arrivato nei pressi del muro l'azione si fa più potente; Senza perdere lo slancio cerca di portare la gamba più vicino al muro il più alto possibile. |
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I VIDEO |
Parkour:
http://video.google.com/videoplay?docid=515642196227308929 |
Il parkour nelle scuole:
http://it.youtube.com/watch?v=yhUkEwv5k34 |
www.parkour.it |
29.11.08 |
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