Stavo sempre con la stufa accesa ma la casa era sempre fredda: solo ora ho scoperto che questo tipo di legna non va bene

Se la stufa è sempre accesa ma la casa resta fredda è colpa della legna che stai usando: queste tipologia non andrebbero mai utilizzate.

C’è un momento, in pieno inverno, in cui la casa dovrebbe trasformarsi in un rifugio caldo e accogliente. La stufa accesa, il vetro che riflette le fiamme, il crepitio che accompagna le serate più fredde. Eppure, non sempre il risultato è quello sperato. Può capitare di tenere la stufa accesa per ore, consumare grandi quantità di legna e ritrovarsi comunque con ambienti tiepidi, se non addirittura freddi.

pezzi di legna pronti per essere bruciati
Stavo sempre con la stufa accesa ma la casa era sempre fredda: solo ora ho scoperto che questo tipo di legna non va bene Fitnesschic.it

Quando accade, la prima reazione è pensare a un problema tecnico: canna fumaria ostruita, tiraggio insufficiente, isolamento scarso. In alcuni casi può essere così. Ma molto più spesso la causa è sorprendentemente semplice: la qualità della legna utilizzata. La legna non è tutta uguale. Cambiano la densità, il grado di umidità, la capacità calorifica e persino la velocità con cui brucia.

Se la casa resta sempre fredda nonostante la stufa accesa è colpa della legna usata: questa non va affatto bene

Una scelta sbagliata può compromettere l’efficienza dell’intero sistema di riscaldamento, generando fiamme spettacolari ma poco calore reale. Il risultato? Più consumo, meno comfort e bollette indirette più alte, considerando il continuo bisogno di rifornimento.

Un altro elemento cruciale è la stagionatura. La legna appena tagliata contiene una percentuale di acqua molto elevata. Quando viene bruciata, gran parte dell’energia sprigionata serve semplicemente a evaporare quell’acqua, anziché a riscaldare l’ambiente. Questo significa minore resa termica e maggiore produzione di fumo e residui.

legna che arde
Se la casa resta sempre fredda nonostante la stufa accesa è colpa della legna usata: questa non va affatto bene Fitnesschic.it

Inoltre, è bene sapere che le varietà più dure e compatte tendono a bruciare più lentamente e a produrre un calore costante e duraturo. Mentre le varietà più leggere, invece, si consumano rapidamente e offrono un picco di fiamma breve e poco efficace nel mantenere stabile la temperatura domestica. Ma quindi, quali sono le tipologie che non sono adatte per essere bruciate?

Sicuramente la legna di conifere non è adatta, ricca di resine è una tipologia di legna che fa molte scintille e lascia residui piuttosto appiccicosi. Legna bagna o verde, se ricca di umidità di rischia di perdere la maggior parte dell’energia per far asciugare il pezzo. Attenzione anche alla legna marcia o friabile, si tratta di una tipologia che brucia male e genera odori poco gradevoli.

Inoltre, è sempre meglio evitare legna trattata, verniciata o proveniente da mobili e scarti industriali: oltre a scaldare poco, può rilasciare sostanze nocive nell’aria domestica. Infine, meglio evitare i legni troppo teneri come il pioppo e l’abete. Bruciano velocemente, producono poca brace e costringono ad alimentare la stufa di continuo, con un dispendio notevole di materiale.

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